Call for paper A òpra – Tecnologia, Lavoro e Rappresentanza: trasformazioni produttive e nuove forme di conflitto dall’avvento delle macchine all’intelligenza artificiale

A òpra. Annali di storia e studi della Fondazione Valore Lavoro intende dedicare un fascicolo monografico al tema Tecnologia, Lavoro e Rappresentanza: trasformazioni produttive e nuove forme di conflitto dall’avvento delle macchine all’Intelligenza artificiale.

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Le ricorrenti ondate di innovazione tecnologica dal XIX secolo fino all’avvento del digitale, del lavoro di piattaforma e dell’intelligenza artificiale, hanno costantemente ridefinito la natura del lavoro, la struttura dei mercati e l’organizzazione della riproduzione sociale. Se da un lato il progresso tecno-scientifico ha accresciuto la produttività e l’efficienza, trasformando profondamente l’organizzazione del lavoro – prima attraverso una maggiore rigidità, poi mediante processi di flessibilizzazione che hanno alleggerito le mansioni più gravose, pur generando nuove forme di fatica – dall’altro ha introdotto forme sempre più pervasive di intensificazione e controllo dei ritmi produttivi, ridefinito il valore economico delle professioni e inciso sulla soggettività e sui corpi dei lavoratori e delle lavoratrici. Questo fascicolo intende esplorare, in prospettiva interdisciplinare e comparata, le metamorfosi del lavoro indotte dal cambiamento tecnologico, invitando a riflettere, in particolare, su alcune linee tematiche.

Un nodo centrale è costituito dal rapporto tra innovazione tecnologica e benessere: come abbia influenzato le politiche e le pratiche di tutela della salute e la redistribuzione del tempo, con ricadute dirette sulle condizioni fisiche, psicologiche e sociali delle lavoratrici e dei lavoratori. In tempi recenti, modalità come lo smart working hanno mostrato una marcata ambivalenza: ad ampi margini di autonomia si affiancano la dissoluzione dei confini spazio-temporali della prestazione, la reperibilità forzata, l’isolamento e nuove forme di stress, con impatti decisivi sul lavoro, soprattutto femminile.

Ai cambiamenti dettati dall’avanzamento tecnologico non sono mancate risposte, anche conflittuali, da parte dei lavoratori e delle lavoratrici stesse, dei sindacati e dei movimenti.  Le pratiche di azione collettiva sono state a loro volta influenzate, interrogando e spronando le organizzazioni sindacali e i movimenti dal basso sulle forme di organizzazione della rappresentanza e del conflitto di fronte ai mutamenti del capitalismo. Le organizzazioni si sono ritrovate costrette a ripensare radicalmente le proprie pratiche organizzative, i canali di comunicazione e i luoghi di svolgimento delle attività. La pratica assembleare storicamente svolta nello spazio fisico della fabbrica e dell’ufficio, oggi deve fare i conti con la dispersione geografica, le piattaforme di videoconferenza e gli ambienti digitali. Se tali strumenti aprono inedite opportunità partecipative, essi rischiano al contempo di impoverire la qualità del dibattito e di rimarcare fratture generazionali e culturali legate alle differenti competenze e visioni del conflitto e della rappresentanza.

Uno spazio tematico ancora da indagare è il tema molto attuale dell’impatto dell’innovazione tecnologica sul il lavoro intellettuale, che basandosi su una serie di attività che prevedono interpretazione, produzione, scrittura, valutazione, comunicazione e responsabilità scientifica, è stato a lungo considerato protetto dall’automazione. Una visione che è stata messa in discussione dall’evoluzione tecnologica sempre più frenetica e in particolar modo dall’avvento dell’intelligenza artificiale, che ha trasformato le macchine da strumenti esecutivi – come per esempio la macchina perforatrice, che, come supporto strumentale, ha contribuito a migliorare e velocizzare numerosi aspetti della ricerca – a strumenti programmati per interloquire e generare contenuti, analizzare grandi moli di dati e orientare processi decisionali. Lo sviluppo di queste intelligenze artificiali, che smettono di avere una funzione solo di supporto, ha portato inevitabilmente a interrogarsi su quali potrebbero essere le ricadute e le conseguenze sul lavoro intellettuale. Similmente, anche l’ambito creativo è stato investito da trasformazioni tecnologiche che hanno modificato sia le modalità di fruizione dei prodotti, sia le competenze dei lavoratori e delle lavoratrici. Anche in questo caso vi sono stati snodi storici, come il passaggio dal cinema muto al sonoro, che hanno comportato la scomparsa o il ridimensionamento di specifiche competenze e figure professionali e, contestualmente, l’emersione di nuove competenze e ruoli tecnici.

La Redazione sollecita, dunque, contributi che adottino una prospettiva storica e interdisciplinare sui seguenti assi tematici (non esclusivi) anche in maniera trasversale:

  1. Salute, benessere e controllo del lavoro
  • Effetti dell’automazione e dell’intelligenza artificiale sui mercati del lavoro e sull’organizzazione del lavoro, su territori e ambiente
  • Evoluzione del controllo: dal cronometraggio taylorista al tracciamento digitale e alla gestione algoritmica delle prestazioni (rider, magazzini, micro-task).
  • Indagine sull’impatto delle tecnologie sulle condizioni psicofisiche e sull’organizzazione dei tempi di vita e di lavoro:
  • Nuove vulnerabilità: isolamento, dissoluzione dei confini tra tempo lavorativo e privato, stress e reperibilità forzata.
  • Genere, tecnologie, lavoro produttivo/riproduttivo.
  • Impatto dello smart working.
  • Risposte normative e contrattuali: Strategie negoziali per la tutela della salute nei contesti di rapida automazione.
  1. Il ruolo delle organizzazioni di lavoratori e lavoratrici di fronte ai mutamenti tecnologici
  • Le sfide per le organizzazioni in seguito all’avvento dell’intelligenza artificiale.
  • Le azioni di regolazione da parte di istituzioni e attori sociali: il ruolo svolto da sindacati, organizzazioni di interesse e movimenti (azioni conflittuali come boicottaggi e forme di autorganizzazione dal basso).
  • La trasformazione dei luoghi tradizionali di dibattito e conflitto.
  • Opportunità partecipative, rischio di impoverimento del dibattito, fratture generazionali e culturali nelle differenti visioni del conflitto.
  • Effetti dell’automazione e dell’IA sui mercati del lavoro, sui territori e sulle forme di organizzazione collettiva.
  • Ristrutturazione dei mercati e impatto sistemico: rischi occupazionali (con settori ad alta esposizione come logistica, finanza, manifattura), capitalismo di piattaforma, costi ambientali e riorganizzazioni territoriali.
  • La digitalizzazione del sindacato: trasformazione delle pratiche organizzative, smaterializzazione dei luoghi di lavoro, nuove forme di partecipazione assembleare e divario generazionale all’interno delle organizzazioni.
  • Nuove forme di regolazione e conflitto: contrattazione della parzialità algoritmica, riqualificazione professionale, ed esperienze di autorganizzazione e boicottaggio (es. Tech Workers Coalition, movimenti studenteschi e comunitari).
  • Tutele e rappresentanza: modelli organizzativi per la difesa del lavoro autonomo, freelance e intermittente.
  1. Innovazione tecnologica, professioni creative e nuova filiera culturale
  • Analisi della trasformazione del lavoro creativo di fronte ai salti tecnologici.
  • Automazione dei settori.
  • L’impatto e le ricadute dell’intelligenza artificiale generativa.
  • Analogie e discontinuità con precedenti snodi storici.
  • Reskilling/upskilling.
  • Evoluzione delle competenze: tramonto, emersione e trasformazione delle figure professionali nelle industrie culturali.
  • Valore economico e diritto d’autore: impatto delle tecnologie di riproduzione e distribuzione (dal disco allo streaming di piattaforma) sul valore del lavoro creativo e la riconfigurazione del concetto di autore.
  • Il concetto di autore in seguito all’avvento dell’IA.
  • L’impatto delle tecnologie di riproduzione e distribuzione che hanno progressivamente modificato il valore economico del lavoro creativo.
  • La riorganizzazione delle competenze: quali figure professionali scompaiono, quali si ridimensionano e quali emergono.

Invitiamo ricercatrici e ricercatori di diverse discipline a proporre contributi originali che diano conto del contesto storico di riferimento, nella forma di saggi, rassegne di studi, interviste e testimonianze.

Le proposte dovranno includere nome, cognome, abstract (max 500 parole) e un breve profilo bio-bibliografico (max 300 parole) e dovranno essere inviate entro il 31 ottobre 2026 al seguente indirizzo: fondazionevalorelavoro@gmail.com

Gli abstract inviati dovranno contenere un titolo provvisorio e una breve sintesi dell’argomento che intendono trattare, corredata da un’indicazione delle fonti che verranno utilizzate.

La selezione sarà a cura della Redazione. I contributi che risulteranno selezionati per la sezione Saggi saranno sottoposti nella loro versione definitiva a double blinded peer review.

Cronoprogramma:

Invio proposte entro il 31 ottobre 2026

risultati della selezione verranno comunicata il giorno 30 novembre 2026

La consegna dei contributi definitivi avverrà entro il 30 giugno 2027

Uscita del volume entro il 2027

Bibliografia

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